10 giugno 2007

Stino DF Revolution - 1a puntata

Il capo aveva mandato un sms. Poche parole. Chiare e senza alcun bisogno di ulteriori spiegazioni: "In Nicaragua ho finito. Torno." Sapevo che l'aereo da Managua avrebbe fatto scalo al JFK per poi volare diritto a Milano. Alle 8 del mattino del 1° giugno sarebbe uscito dall'aereoporto di Malpensa e se nessuno di noi fosse lì ad attenderlo...
Beh, avete capito, no?

La sera del 31 maggio Stino ci volle tutti a rapporto. Nuvole scure minacciavano pioggia, così corsi per Piazza delle Erbe ed entrai nella vietta che portava al Bertelli. Passai lungo la vetrina e diedi un'occhiata all'interno. Il giovedì sera era sempre tranquillo. Dietro ai nani non vedevo molta gente, solo due persone. Una ovviamente Stino e l'altra Mike, detto il Vicentino.

I sei nani sono delle statuette in plastica dura alti mezzo metro che stanno sereni e sorridenti a guardare fuori dalla vetrina del bar. Ogni volta che li vedo penso alla quella scazzottata coi pancabbestia. Si, con gli autonomi, i pacifisti... come li chiamate voi? Trent'anni fa erano i figli dei fiori, un nome che non incuteva timore, anzi, come dice Ale "portavano amoore"!
Oggi, invece, fanno schifo: li vedi seduti in piazza a fumare, a bere, ad accarezzare
un cane che certamente ha maggior cura igienica di loro. A Stino e ai catalani fanno comodo: hanno soldi e quando vogliono l'erba pagano senza fare storie. A me fanno schifo. E con due litri di vino in corpo glielo dici pure in faccia e quella sera, al Bertelli, iniziarono spinte e insulti.
Ricordo che Alberto, il barista, capì che la situazione sarebbe voltata al peggio. Urlò qualcosa, ma era tardi. Io avevo già preso in mano un paio di nani e li usavo come manganelli per picchiare il pancabbestia. Lo colpii in volto e cadde a terra. Non ricordo se c'era già sangue, ma il calcio in faccia che gli assestò Stino e che lo fece rotolare per tre metri a terra fu come far esplodere un estintore. Il tipo spruzzava sangue dal naso e per terra c'erano almeno un paio di denti. Stino rideva di gusto, avrebbe voluto sedersi e riempirlo di pugni, ma non c'era tempo.
Gli sbirri potevano arrivare da un momento all'altro. Allungai ad Alberto un paio di bigliettoni gialli per inventarsi una storia e uscimmo fuori. Corremmo per il ghetto fino ad arrivare dietro il Duomo. Allora Stino riprese a ridere.
Non capivo. Poi guardai cosa avevo in mano e iniziai pure io a ridere: stringevo tra le mani Brontolo ed Eolo.

Questa volta, prima di entrare al Bertelli notai Ale fuori a fumare. Cazzo, stasera indossava gli occhialetti da Al Bano. Aspirava la sigaretta e mi fissava. Senza dire niente. Come al solito quando ti deve dire qualcosa. Così mi avvicinai. Fece il cenno di salutarmi alzando leggermente la testa.
"Ciao" risposi.
"Ascolta. C'è un problema…"
Solita pausa per creare tensione. Gode a fare così. Gira gli occhi a sinistra e a destra. Controlla che nessuno lo possa sentire. Poi torna a fissarmi.
"Il capo domattina è a Milano. Il Presidente ha da fare e Stino vuole che ci pensiamo noi."
"Perfetto. Non vedo il problema. Tiriamo dritto fino alle 5 e poi andiamo a Milano. Arriva per le 8, no?"
"Grazie al cazzo. Questo lo so anche io. Il problema è Stino. Vuole venire anche lui."
"Merda."
"Appunto. E ovviamente è convinto che si possa partire alle 6. Ma vai tu a spiegargli che in autostrada è normale che ci sia traffico o casini di qualsiasi tipo."
"Ma che ha da fare fino alle 6?"
"Sesso. Serpe e il Vicentino gli hanno trovato un paio di tipe per passare la notte. Ora è là con Mike, il tempo di bere un arsenico e poi via."
"E Serpe?"
"E' in macchina. Sai com'è fatto, no? E' là che attende ordini."
"Si, si, va bene. E perché vuole venire con noi?"
"Indovina. Torna il vecchio boss e deve mostrare, anzitutto, che qua gli affari proseguono e, secondo, che ora è lui a comandare."
"Sicuro?"
"Credi ci sia dell'altro?" mi chiese crucciato.
"Chiamale paranoie, ma per me ci stanno scaricando. Per come la vedo io il Vicentino ha capito che con Stino a Padova tira un'altra aria. E se lo fa amico con un paio di mignotte.
"Noi facciamo da autisti per Stino fino a Milano. Arriveremo alle 9 e Fausto sarà incazzato nero. Stino gli dirà che è colpa nostra. Bang! Poi arriviamo a Padova e scopre che "manca il giro di ragazze" che lui esige. Colpa nostra. Bang! A questo punto avremo una sola possibilità: scappare come lo scorso agosto. Scappare lontani fino a che le acque non si saranno calmate. Io l'ho visto incazzato Fausto e, credimi, non è un bello spettacolo per chi gli sta attorno."
Ale non rispose. Finì la cicca e la gettò dentro un tombino. Mi fece cenno di seguirlo dentro il bar. Per me l'importante era che avesse recepito il pericolo.

Mike, detto il Vicentino o, altrimenti, Faccia d'Angelo, è da sempre la spalla di Serpe. Anni fa c'era anche Fausto, ma erano altri anni. Ora la vita di Mike era cambiata. Contrabbandava "roba" di ogni tipo, partiva il venerdì sera e tornava il lunedì mattina. Dove andava? Nessuno lo sa. A parte il suo socio Isi e l'avvocato, una tipa di nemmeno trent’anni che almeno una volta al mese lo tirava fuori da Due Palazzi.
Non ci crederete, ma alla fine è diventata pure la sua ragazza! Lei è di Vicenza e a lui non gli potevamo non dare il soprannome di Vicentino. Come dicevo, il suo hobby era procurare "roba" di qualsiasi tipo: vestiti, case, ragazze, erba, pastiglie. Una volta, ricordo, gli chiesi di farmi avere un'ATI modello 9600 SXT, una scheda video per il PC venduta solo negli States. Me l'ha trovata in meno di una settimana.
Il Vicentino rimase male quando Fausto partì per l'America. Lo voleva seguire e lo avrebbe fatto se non avesse il passaporto sequestrato. Così dopo aver vissuto il momento di crisi assieme a Serpe, entrambi si legarono a Stino. Ora vivevano per lui.

Entrammo al Bertelli, quindi. Alberto mi riconobbe e mi lanciò un'occhiataccia: gli dovevo ancora riportare Eolo. Non sa che l'ho perso. Gli ho anche detto che è molto più alternativo avere esposti i sei nani anziché sette. Anzi, se passate, diteglielo. Magari alla fine ci crede.
Girai la testa e seduti al tavolo c'erano Stino e Mike. Ale ordinò due Traminer del Friuli. Mi sedetti al tavolino senza ascoltare quello che gli altri due si dicevano. La musica era alta e non sentivo. Ale arrivò col vino. Stava seduto davanti a me. Sfoggiava un ghigno. Possibile che avesse in serbo qualcosa? Stino lo freddò con una battuta.
"Non c'è proprio un cazzo da ridere, Ale."
Ale divenne serio. Non aveva in serbo niente. Io rimasi in silenzio. Osservavo. Faccia d'Angelo e Stino si fissavano.

Sapete perché il Vicentino portava questo secondo soprannome? Ve lo spiego subito. Secondo voi ora era allegro e felice, perché aveva bevuto? Nossignore, aveva lo stesso sorriso anche quando pestava a sangue chi gli ordinava "roba" e non gli pagava tutto subito. Lo stesso quando l'avvocatessa lo portava fuori dal carcere. Faccia d'Angelo, appunto, biondo, occhi azzurri e quel sorriso del cazzo che mette paura.

Stino finì l'arsenico. Io e Ale stavamo in silenzio. Lo vedevo scrivere un sms. Con la coda dell'occhio controllava Stino. Ale era arrivato da un paio d'anni nel gruppo; l'avevo portato io. Silenzioso e tenebroso, non si fidava di nessuno. Anche lui aveva i suoi traffici. Veniva dal profondo sud, ma aveva preso i caratteri peggiori di noi gente del nord. Introverso e ottuso, non tollerava che gli si cambiassero programmi già decisi. Per questo motivo odia svisceratamente Stino e il suo modo di fare. Con Stino niente è già deciso. Oggi ti dice una cosa, ma prima di domani è capace di cambiare programma almeno una dozzina di volte. Oltretutto Ale è un cane sciolto, non vuole capi, né seguaci. Gli piace prendere una persona e portarsela dietro. Poi, se si fida di te è fatta. Per me è così. O almeno credo.
Ricordo che aveva un amico tempo fa, si chiamava Paz, un ribelle marsigliese. Andavano d'accordo, ma poi all'improvviso scomparve. Ale ha detto a tutti che è andato in Africa, ma nessuno ci crede. Per noi sta con una pietra a collo dentro qualche fiume lontano dalla città.

Stino ordinò ad Alberto un nuovo arsenico. Poi iniziò a parlare.
"Nico, tu e Ale partite per Milano. Fausto arriva domattina alle otto. Prima però mi passerete a prendere a Vicenza. Vi farò sapere dove prima dell'alba."
La pausa che ne seguì doveva servire a me per dirgli che era impossibile fare Padova-Milano in due ore. Ma rimasi zitto.
"Ovviamente non ve la spasserete fino all'alba. C'è un lavoro da fare. Presentatevi con un paio di sacchi di calce viva. Ci servirà. Nico, ne hai ancora?"
"Ovvio."
Faccia d'Angelo rise di gusto. Avrei sorriso pure io se non immaginassi che uso voleva farne della calce viva. Quei due pazzi volevano uccidere il nostro vecchio capo, ecco cosa covavano. La calce viva serviva per sciogliere chimicamente il corpo e per non lasciarne traccia. Altroché!
"E voi cosa fate nel frattempo?" sbottò Ale in faccia a Stino.

Fu questione di un secondo. Stinò prese la nuca di Ale con la sua manona e spinse la testa fino a farla sbattere violentemente sul tavolo. Il forte colpo fece zittire le persone dentro il locale. Ale gemette, il dolore acuto credo che gli impedisse anche di pensare. Il Vicentino continuava a sorseggiare l'arsenico come niente fosse. Io mi ritirai indietro. Avevo paura. Quando Stino agiva così d'istinto era capace di tutto.
"Non ho capito la domanda, Ale. Puoi ripetere? Oh, devo averti rotto gli occhialetti da Al Bano. Mi spiace."
"Niente, capo. Niente."
"Ed ora filate voi due. Alle 5.30 telefono. Alle 6 si parte per Milano."
Lasciammo là il vino e uscimmo fuori dal locale. Avevo i conati di vomito dalla tensione. Ale perdeva sangue dal naso. Raggiungemmo la fontana in Piazza delle Erbe. Mentre Ale si puliva, io tremavo. Avevo bisogno di almeno un paio di dosi di Roipnol. Ma non ce n'era e Silvia era fuori città tutta la settimana. A lei potevi chiedere qualsiasi droga o psicofarmaco e lei te lo procurava. A caro prezzo, però!
Mentre si lavava disse: "Nico, la guerra è cominciata. Scegli con chi stare. Oramai hai capito pure tu le fazioni. Fausto può contare su te e me e sul Presidente. Stino ha dalla sua Serpe e Mike. Tre contro tre, perfetto equilibrio."
"Dimentichi i catalani. Quelli sono con noi."
"I catalani? Non ti fidare, quelli sono mercenari. Vanno da chi li paga di più. Non fidarti mai di nessuno."
Era in questi momenti che percepivo una delle mie debolezze. Io mi fido di tutti. Ale, invece, era all'opposto. Aveva già capito che con Stino non si andava da nessuna parte ed ora ha scelto di stare con Fausto. E a me restava solo la medesima scelta.

Dopo venti minuti Ale si riprese. Probabilmente sarebbe finito tutto prima dell'alba. Occorrevano subito le armi. Camminammo verso i Due Archi. In quella zona dovevamo trovare Edo ed Ombra, il suo compare. Edo era mezzo italiano, mezzo bulgaro. Uno con la lingua sciolta e capace di qualsiasi efferatezza, ma a sporcarsi le mani ci pensava Ombra, il suo alto guardiaspalla che gli sta sempre a fianco, come un'ombra appunto.
Non resistevo. Mandai un sms a Silvia. Avevo bisogno dello psicofarmaco il più presto possibile.
Ai Due Archi non c'erano. E iniziava a piovere forte. Entrammo alla Posada de la Mision. E' un locale messicano, dal cibo alla musica alle pareti di mille colori. Un bell'ambiente dove si riesce a passare bene inosservati. Ale scese al piano sotto a sistemarsi. Stavo per chiedere un tavolo, quando qualcuno mi battè la spalla da dietro. Percepivo una grossa mano. Era Stino.
Uscimmo fuori e sotto la pioggia chiese le mie intenzioni. Provai a bluffare, a dire che non capivo a cosa si riferiva.
"Vuoi che faccia sbattere la tua testa contro il muro? Forse dopo capirai di più."
"No."
"Forza allora."
Il telefono trillò. Era arrivato un sms.
"Stino, sto con Fausto."
"Allora questo è un addio. Saluti."
Si voltò e camminò lungo la stretta strada verso le piazze. In quello arrivò la Focus grigia di Serpe. Davanti c'era il Vicentino. Stino montò dietro. Poi la macchina sfrecciò via.

"Cazzo fai la fuori! Entra, no?" urlò Ale.
Io continuavo a fissare dritto davanti a me. Girai la testa.
"E' venuto Stino. Gli ho detto che stiamo con Fausto. Ci siamo detti addio."
"E va beh! Pace." disse allargando le braccia. "Ora entra. A breve decidiamo il da farsi."
Ingurgitammo un paio di Corone. Lessi il messaggio. Silvia mi diceva di andare Agli Amici. Il cuoco è un suo amico. Pagai il conto e scendemmo lungo Via Altinate. Nessuno dei due parlava. Giungemmo Agli Amici e là Ale incontrò quattro, cinque dei suoi. Brutti ceffi, avanzi di galera.
In cucina chiesi del "Postino". Chiamato così perchè vendeva a molti studenti dell'università i suoi "francobolli". Li leccavi e facevi dei viaggi da urlo. Gli dissi che mi mandava Silvia. Lui aprì un barattolo e mi mise in mano un paio di fiale di Roipnol. Pagai cinquanta euro. Arrivato al tavolo chiesi ad Ale se voleva una fiala. Scosse la testa e iniziò a parlare. Io intanto avevo versato il contenuto della droga nella birra.

(continua...)

19 maggio 2007

Restyling

Salve a tutti! Come avrete visto dopo un lungo e meticoloso lavoro di recupero foto durato molto, ma molto tempo (...), ho creato un titolo del blog che mancava e dato un nuovo restyling grafico all'home page.
Spero vi piaccia! Col tempo aggiungerò altre cosette...

Immagino che sicuramente manca qualche foto, sicuramente qualcuno vorrà cambiare posizione nel riquadro, qualcuno sarà scontento della foto scelta. Sono a disposizione e senza problemi si possono fare modifiche: commentate il post e inviatemi pure nuove vostre nuove foto a (nico.lori@gmail.com). Unica condizione: la foto vi deve riprendere da davanti e non di profilo o semi-profilo!

Salud y suerte!
Nico

17 maggio 2007

VOTIAMO PER LA PIU' BELLA !!!

Cari amici/he, colleghi, viaggiatori d'ogni genere e semplici appassionati, da che mondo e mondo l'uomo ricerca la bellezza delle arti, la poesia della semplicità, l'armonia delle forme ed il dolce piacere d'un bacio immaginario; ebbene grazie al progresso anche questo blog può contribuire a tale infinita ricerca, appagando anche solo momentaneamente, la nostra brama del bello.

Per questo motivo vi chiedo, anzi vi esorto, a votare la più bella, la più meritevole, votate per Alice Busin (numero 3) rendendo un favore alla città di Thiene, doniamo a questo luogo la Miss più bella!!!

Andate al sito http://www.missthiene.it/ e votate per la candidata n. 3, se dovesse vincere anche grazie ai nostri voti, vi presento tutte le altre candidate.

15 maggio 2007

Togliamoci uno sfizio....

Ciao ragazzi, su richiesta del coautore di questo blog inserisco l'articolo di giornale riportante la lettera che ho scritto circa l'anno sportivo appena concluso.
So che Fausto (vecchio porco virtussino..!!) apprezzerà!!!
Un saluto a tutti
Roby


Lunedì, 14 Maggio 2007
Il play-scrittore Masiero: «Limena, la forza di un gruppo straordinario»
La Diemme Costruzioni Pallacanestro Limena è stata l'assoluta dominatrice del campionato di serie C2. Un campionato vinto un anno esatto dopo essere già approdata in finale (persa 2-1 con la Virtus) e con quattro giornate d'anticipo, frutto di un ruolino di marcia incredibile: 27 vittorie e 3 sconfitte; tra l'altro, con senso di lealtà sportiva, senza fare sconti a nessuno, vincendo tutte e quattro le ultime gare disputate quando era già promosso. A quest'impresa ora il play titolare Roberto Masiero , che è un valente e apprezzato scrittore emergente (il suo primo libro "Fino all'oceano in vespa" è stato un gran successo), ha dedicato un ricordo; indirizzandolo a compagni, coach, dirigenti e semplici appassionati di basket.
«Non è mai facile ripetere un buon campionato. Dopo la finale dello scorso anno e la semifinale dell'anno precedente, forse nessuno dava credito a questa squadra di un ulteriore miglioramento. A Limena però qualcuno ci credeva, ed evidentemente aveva ragione! È stata un'annata particolare, emozionante, coinvolgente, come possono esserlo tutte le stagioni vincenti. Non è stata però un'annata facile, tant'è vero che dopo due anni di ottimi risultati, non era presumibile ritrovare in questa squadra una sete di vittoria tanto viva. Sicuramente è stata, soprattutto, l'affermazione di un gruppo straordinario. Se è vero che le grandi squadre, a parte rare eccezioni, non possono prescindere da un grande spogliatoio, quello di Limena è stato unito e forte dal primo giorno di preparazione. Il concetto di squadra e di obiettivo comune non è mai stato tanto abusato come in questi anni di Calciopoli e scandali assortiti, spesso dimenticando il fatto che lo sport di provincia, quello cosiddetto "minore", può regalare ancora emozione e voglia di divertirsi assieme. Per il sottoscritto, che ha avuto la fortuna di vivere intensamente gli ultimi, bellissimi anni del centro sportivo Antonianum, è un piacere agrodolce l'avere ritrovato lo spirito di un gruppo vincente e la nostalgia dei tempi che furono.
Dopo un periodo nel quale sembrava che il basket da patronato, quello dei campetti d'asfalto e delle sfide infuocate sotto il sole d'estate, avesse perso la sua matrice più genuina, Padova sembra ora riscoprire il gusto del gioco e la passione di un tempo. Non ci sono più Virtus e Petrarca (o per meglio dire non sono più quelle di un tempo, ndr), rivalità che spesso nascondevano invece, soprattutto nelle categorie giovanili, insospettabili amicizie tra giocatori avversari. Non c'è più un campanile da spartire, ma nuove generazioni di ragazzini che hanno sognato attraverso i racconti dei "vecchi tempi" e che ora reclamano basket giocato e un canestro per contenere il loro entusiasmo.
È solo un gioco, è soltanto un pallone che entra in un cesto, ma per noi, quando riusciamo a fare di dieci cuori un solo respiro, è molto di più. Siamo felici, e questo rende tutto più facile».

11 maggio 2007

Viaggio in Centro America

Scrivo da Antigua, Guatemala, prima tappa del mio viaggio in Centro America. Il semestre e' finito la settimana scorsa ed adesso sono ufficialmente in vacanza (non che prima mi stessi ammazzando di lavoro). Nei giorni scorsi e' sfumata la possibilita' di lavorare per quattro settimane a Citta´del Messico in microfinance; avendo sei settimane libere prima di iniziare a Londra, ho deciso di dar luogo ad un'idea a cui pensavo da tempo, e ho preso questo biglietto per il Centro America. Arrivo a Ciudad de Guatemala e ritorno da Panama City a New York a fine maggio. Viaggio da solo ma lungo il percorso dovrei incontrare un po' di amici che sono in vacanza da queste parti.
Dovrei poi tornare a Padova il giorno dopo, quindi tenetevi liberi per il weekend del primo giugno che si festeggia!
Questo l'itinerario di massima, anche se sembra molto impegnativo:

10-May Guatemala City – Antigua (Guatemala)
11-May Antigua ( Guatemala)
12-May Antigua – Rio Dulce, Livingston (Guatemala)
13-May Rio Dulce, Livingston y Tikal (Guatemala)
14-May Rio Dulce - Chichicastenango (Guatemala)
15-May Chichicastenango-Panajachel (Guatemala)
16-May Panajachel – Copàn (Honduras)
17-May Copan – San Pedro Sula – Tecucigalpa (Honduras)
18-May Tegucigalpa – Leon (o Managua) (Nicaragua)
19-May Leon (Nicaragua)
20-May Leon – Managua – Granada (Nicaragua)
21-May Granada y Isla Ometepe (Nicaragua)
22-May Ometepe – San Juan del Sur - Penas Blancas - San Jose (Costarica)
23-May San Jose (Costarica)
24-May Tortuguero (Costarica)
25-May Cahuita (Costarica)
26-May Bocas de Toro (Panama)
27-May Bocas de Toro – Panama City (Panama)
28-May Panama City (Panama)
29-May Panama City – New York

Antigua e' bellissima, ricorda molto Oaxaca e San Cristobal in Messico, ma e' ancora piu' scenografica perche' circondata da tre vulcani! Adesso vado un po' a visitarmela.
A presto ed un grazie a Baus per i consigli sul Nicaragua!

10 maggio 2007

Foto di classe

Come alle elementari, tutti o quasi vestiti uguali. La alfa che compare sulle magliette è perchè la nostra classe si chiama Cluster A (fantasia al potere...).Da notare l'americana in prima fila sulla sinistra, con gli stivaletti di pelo nonostante i circa 40 gradi...

06 maggio 2007

Catalunya a Venezia

Ieri sera dopo tanto tempo abbiamo fatto un giro a Venezia. Ospiti d'eccelenza le amiche di Marta, venute appositamente da Barcellona per visitare la città di giorno e di notte.
A fare compagnia a Marta, Elèna, Estèr ed Eva c'ero (ovviamente) io, quindi Ale, Seba/Stino, Adriano e Pau. Se un limite al dialogo poteva essere la lingua, con mia grande sorpresa ho scoperto che italiano e catalano sono sì differenti, ma allo stesso tempo assai simili... insomma io parlavo con Elèna in italiano e lei capiva, lei parlava in catalano ed io comprendevo perfettamente! (Ora mi è chiaro come Marta ha imparato l'italiano in poche ore...). Così con l'aiuto di qualche bicchiere di vino parlavamo tutti la stessa lingua... una specie di catalano italianizzato...

(Elèna, Nico y Marta)

(Eva, Stino, Elèna, Pau e Adriano)

Il grado alcoolico si è alzato rapidamente e dopo la rigorosa tappa alla polpettine della Vedova ci siamo incanalati per il ghetto e altre zone decisamente fuori dalle zone turistiche. Ale era il capospedizione e nella foto sottostante potete intuire dove siamo finiti...

(la strada finisce in laguna... ma per Ale il bar era dietro l'angolo...)

Se non altro abbiamo potuto passeggiare e vedere scorci particolari della città senza troppi turisti. Poi il sole è calato, il vino è aumentato e io non ricordo più nulla.
Ricordo Estèr che voleva fare almeno 30 tappe per bere vino, Pau che cercava di vendere erba, Marta tormentata da me ed Ale mentre raccontava al telefono che stava a casa a guardare un film (...).
Intanto il vino continuava a scorrere lento, ma costante. Le ragazze scoprono che la città è ancora più viva di notte di quanto non lo sia già di giorno.
Verso le 23 iniziano i primi momenti di crisi. Occorre una scossa. Molto forte. Mohito!!!!!!!! E guarda caso in disco danno pure la serata spagnola. La serata riprende più vivace che mai e usciamo dal locale verso le 4.
Appuntamento a Barcellona? Per la festa di San Juan attorno al 20 giugno? Leggende affermano che il clima sarà rovente...

Nico

(Ps. il post verrà aggiornato al più presto con nuove foto. Aspettate fiduciosi!)

03 maggio 2007

Sempre di più...

(Fonte: Google Analytics, stats April 2007)


Un piccolo post per documentare il discreto successo che sta avendo questo blog.
In giro per l'Italia sconosciuti apprezzano i nostri post.
In Catalogna (che non è la Spagna...) chiedono che gli articoli vengano tradotti.
Nella Columbia University vorrebbero conoscere più di qualcuno apparso nelle foto.

Sembrerebbe che ci leggano da molte parti del mondo. Così per ora mi limito a inserire un'immagine del nsotro Ufficio Marketing PD-NY. Riguarda le statistiche regionali di accesso al sito. Fino ad aprile i contatti sono pervenuti dalle zone che vedete. Attendete sorprese a breve...


Nico

A.A.A. Cercasi persona con esperienza pluriennale per traduzione del blog in inglese, spagnolo, catalano, hindi. Inviare curriculum al blog. Richiesta bella presenza femminile, età 18-24, automuniti, astenersi perditempo.

25 aprile 2007

Nuove dal Congo

Riporto la mail e le foto di Pazzo dal Congo.


Ciao a tutti,
ne approfitto di un po di pausa per aggiornarvi sulla mia pazza esperienza congolese.
Vi scrivo da yahoo perché ho dei problemi con gmail, penso sia la connessione lentissima. Vi prego pero di continuare a scrivermi qui su gmail!!; altrimenti viene fuori un caos (yahoo la sto utilizzando per lavoro qui in congo finché non mi fanno un indirizzo @coopi.org).
Il problema è che qui tutto è cosi talmente diverso che è veramente difficile cercare di spiegare quello che vedo ogni giorno. Bon io ci provo.
Son tornato ieri sera da kindu, villaggio in piena foresta situato nella regione centrale del congo chiamata Maniema, dove sono stato per una settimana in missione per vedere "sul campo" l'amministrazione dei progetti.


Li veramente è stata africa, poche macchine, strade inesistenti, case costruite per la maggior parte in fango, con tetti di paglia etc, donne e bambini che camminano con cestoni incredibili sulla testa, capre che pascolano tranquillamente per il villaggio etc etc.
A kindu coopi gestisce due grandi progetti di sostegno psicosociale per donne che hanno subito e subiscono ancora oggi ogni tipo di violenze. Attualmente la situazione si è abbastanza stabilizzata ma qualche tempo fa la zona era veramente calda. Lo dimostra il fatto che nella zona è situata anche una delle piu grandi basi della MONUC (la missione dell'onu in congo).


Purtroppo non ho potuto vedere con i miei occhi la realtà dei progetti, perché sono situati in due villaggi ancora piu immersi nella foresta e le pioggie di questi giorni hanno reso le "strade" impraticabili (per farvi capire la situazione, per raggiungere questi due villaggi ci vogliono circa 5 ore di moto in mezzo alla foresta, in jeep ce ne vogliono molte di piu e a volte non basta nemmeno un giorno se si trova un ponte crollato, un albero caduto etc etc). A Kindu ho visto dunque solo la sede dove coopi gestisce questi progetti a livello amministrativo e di logistica.
L'esperienza è stata veramente molto bella, e tra l'altro mi sto rendendo conto che uno degli aspetti piu belli di questo lavoro è che si incontrano persone veramente fuori dal comune. Per esempio, il logista Gastone, un arzillo 65enne con una vita di lavoro per l'Agip in mezzo mondo che, una volta pensionato, ha deciso di continuare a lavorare con coopi. Sarebbero troppe le cose da dire, vi dico solo che quest'uomo mi ha raccontato di quando faceva parte delle squadre mandate dall'Agip per spegnere i pozzi petroliferi incendiati dal caro saddam nella guerra del golfo. O di quando fu preso dalle guardie irakene al confine e pestato a sangue, mentre cercava di fuggire nei primi giorni della guerra Iran-Irak.

In ogni caso, devo dirvi che kindu mi è piaciuta di piu rispetto a kinshasa. Nonostante tutte le difficoltà, le scomodità (manca l'acqua corrente, non c'è l'elettricità, è pieno di insetti giganti, topi, ragni, zanzare) ho trovato la vita piu "umana" rispetto a kinshasa, i ritmi piu lenti, il paesaggio piu in sintonia con l'idea che mi ero fatto di questa benedetta Africa. Certo bisogna anche dire che mi sono beccato una bella intossicazione alimentare (niente di grave tranquilli) per colpa di un deficiente di un gestore di un locale che non sappiamo bene cosa ci abbia cucinato. In tre abbiamo passato la notte a darci il "touch" davanti alla porta del bagno, in preda ad una cacarella veramente allucinante.


Ho concosciuto inoltre un bel po di persone che lavorano li per altre ong o per l'onu, che si ritrovano di sera per far fronte alla situazione di solitudine che ovviamente si vive in questi posti. Sabato sera mi hanno portato ad una piccola festicciola organizzata dal contingente indiano della Monuc e li ho passato veramente dei bei momenti a parlare con le persone di altre ong francesi (Msf, Merlin) e con dei pazzi indiani e boliviani che fanno parte di questa missione Onu. Non vi dico le risate a ballare insieme con gli indiani; forse non lo sapete (almeno io non lo sapevo) ma per gli indiani è naturale ballare tra uomini ed invitare a ballare altri uomini...immaginate la faccia che ho fatto quando un indiano vestito alla john travolta mi ha invitato a ballare e si è lanciato in danze alla Saturday Night Fever!!! Fortuna che dopo un minuto tutti, uomini e donne, erano sulla pista a scatenarsi!

Bon, per il momento è tutto, anche se le cose da raccontare sarebbero veramente molte (ad esempio il viaggio di ritorno, dove in aereo c'era anche il governatore della regione, vestito come un gallo cedrone e al quale han tributato una festa all'aereoporto con tanto di balletti africani, fanfare etc etc che hanno causato 3 ore di ritardo...oppure delle bevute di birra sotto un cielo incredibilmente stellato sotto le palme sulle rive del fiume congo...).

Ne approfitto per inviarvi un paio di foto di kinshasa (veramente pessima, a kinshasa è dura fare foto perché in qualsiasi momento puo spuntare un soldato che ti incula la macchina o qualche testa calda che non gradiva essere ripreso) e del parco dei bonobo, un parco vicino a kinshasa pieno di scimmie che non fanno altro che scopare dalla mattina alla sera. Chiamali stupidi!!


Vi invio anche una bella foto che ho preso sulle rive del fiume congo a kindu. Purtroppo ho una connessione lentissima e di piu non mi è possibile, avrei voluto inviarvi delle belle foto che ho preso a kindu, ma sono troppo grosse..Spero di potervi inviare qualcosa di meglio in futuro.
A presto ragazzi, Ciao!
Alberto

16 aprile 2007

Spring in New York

Che si fa in primavera a New York?
Jogging in Central Park, aperitivi e party all'aperto ai Village, passegggiate su Broadway in infradito, domeniche al mare a Coney Island, simil-studio molto rilassato sui prati della Columbia circondati da studentesse undergraduate in succinti abiti primaverili?
Niente di tutto questo, purtroppo, dato che qui la primavera non si è ancora vista. Oggi diluvia fa freddo ed è buio, la settimana scorsa nevicava, e io vado in giro vestito come facevo in gennaio. Ben diverso dal tempo che c'è in Italia!
La dura vita di uno studente MBA che non deve fare colloqui consiste nell'andare a lezione dal lunedì al giovedì e nell'avere il resto della settimana libero. Così mi dedico allo studio - senza esagerare, anche se ho riscoperto il piacere di farlo - alle lezioni di spagnolo, ad un discreto numero di uscite serali, alla visione di film a noleggio, al nuoto, e pure all'esplorazione dei tunnel sotto Columbia.

In un paio di pomeriggi piuttosti smorti ci siamo avventurati per questa enorme e misteriosa rete di passaggi sotterranei, che è in teoria chiusa ma a cui si riesce ad accedere lo stesso. Su di essa circolano svariate leggende; quel che è certo è che fu usata per il progetto Manhattan ai tempi dello sviluppo della bomba atomica (c'è ancora un ciclotrone) e durante le proteste studentesche del '68. Tranquilla mamma, niente di pericoloso!
A parte il tempo quindi, nulla di cui lamentarsi.